Sante Di renzo

dalla chimica all'editoria

Ernst Nolte e il passato che non vuol passare

Ernst NolteErnst Nolte verrà ricordato come l’uomo che scatenò la Historikerstreit, la “disputa tra gli storici” (ma in verità coinvolse anche filosofi, politici e intellettuali vari), con un articolo del 5 giugno 1986 sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, intitolato “Il passato che non vuole passare”.

Da allora lo chiamarono revisionista, negazionista, lo accusarono (Habermas sulla Zeit dell’11 luglio) di apologia del nazismo.


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100 di questi anni

Bernard LewisIl 31 maggio 2016, Bernard Lewis – lo storico e orientalista inglese (naturalizzato americano nel 1982) – compie 100 anni. Per me è una gioia personale celebrarne il compleanno. 

Fra i tanti che ho intervistato per la Collana “I Dialoghi”, Bernard è l’autore con il quale si è creato il legame più saldo e duraturo.


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Boncinelli dice di noi

Edoardo BoncinelliUno degli autori “storici” della collana “I Dialoghi” – il genetista Edoardo Boncinelli – parlando degli eventi che hanno dato una direzione importante e precisa alla sua vita, così ha scritto:

«L’ultimo evento, ma forse il più decisivo, fu di natura editoriale.


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In memory of Harold Kroto

I first met Sir Harold W. Kroto in the summer of 2004. I had just published in the series "Dialogues" the book Le molecole dei viventi (The molecules of the Living) by Max Perutz, who was also a Nobel Prize winner in Chemistry. It was precisely that book which convinced Kroto of the integrity of my publishing project.


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Un ricordo di Harold Kroto

Ho conosciuto Sir Harold W. Kroto nell’estate del 2004. Avevo da poco stampato il libro della collana “I Dialoghi” Le molecole dei viventi di Max Perutz, anche lui premio Nobel per la Chimica.


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Il mio amico Aldo Carotenuto

Ho conosciuto Aldo Carotenuto ancor prima di diventare editore. Fu un incontro dettato dal mio desiderio di intraprendere un’analisi. Ne nacque una profonda amicizia, fondata su una sorta di “complicità” culturale e di mutua collaborazione.

A lui piaceva la mia formazione scientifica e il fatto che avessi viaggiato molto. È sempre stato una persona molto curiosa, soprattutto nei confronti di ciò che esulava dalla psicoanalisi.


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Arno Penzias e il rumore di fondo

Malgrado l’idea di incontrare il Premio Nobel Arno Penzias mi avesse entusiasmato fin dall’istante in cui avevo ricevuto la sua risposta affermativa, alla mia proposta editoriale, il destino volle che, al momento dell’incontro fissato, io non potessi recarmi in California per intervistarlo. 

Chiesi pertanto a Mel Goldzband, un mio amico psichiatra che vive a San Diego, la cortesia di sostituirmi. Penzias aveva già ricevuto via mail una bozza delle domande che gli sarebbero state rivolte e, scusandomi per


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Desmond Morris, il sogno nel cassetto

Desmond Morris l’ho conosciuto dai suoi libri quand’ero ancora un ragazzo: La scimmia nuda, in particolare, mi aveva proprio appassionato. Ero rimasto colpito dalla sua capacità di catturare il lettore, come fanno i veri scrittori. Cosa tutt’altro che comune fra gli scienziati. Il suo era un parlare “semplice”: dotto e al tempo stesso discorsivo.


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Edoardo Boncinelli, genetista mondiale

Devo all’amico Aldo Carotenuto il piacere di aver conosciuto Edoardo Boncinelli. E di piacere si è trattato, non solo perché è fra i libri della collana “I Dialoghi” che mi hanno dato maggior soddisfazione, ma anche perché sul piano umano, scientifico e intellettuale, Boncinelli è una delle persone più “travolgenti” che abbia incontrato. 

I due – Carotenuto e Boncinelli – si conoscevano da lungo tempo.


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Federico Zeri, caro professore

All’epoca in cui proposi a Federico Zeri di partecipare alla collana “I Dialoghi”, lui stava vivendo il suo momento d’oro: conferenze, presenze televisive, incarichi di prestigio… Mi aspettavo un “mi dispiace non ho tempo” e invece, a pochi giorni dal mio fax, mi telefonò dichiarandosi da subito interessato al progetto. 

Disse che non aveva mai provato a raccontarsi e l’idea gli piaceva.  Così mi invitò nella sua splendida villa di


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Da Frank Wilczek una bella lezione morale

C’incontrammo a Oxford, di buonora, in una mattina dal cielo terso. Una di quelle giornate che fanno onore alla bellezza dei luoghi. Lo raggiunsi al college, dopo aver attraversato una serie interminabile di cortili, prati e sentieri, immersi nel silenzio più totale. C’era pochissima gente e una pulizia impeccabile.


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John Nash, un libro mancato!

Per un editore i libri pubblicati sono tanto importanti quanto quelli “mancati”. Mancati perché qualcun altro ci ha preceduti o perché un autore che ci piace molto è temporaneamente indisponibile. Posso dire, quindi, che John Nash mi è tanto caro quanto ogni altro autore della collana “I Dialoghi”, anche se con lui non ho avuto che un breve incontro, a Roma, e qualche scambio epistolare via email.


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Martin Rees, un profeta della buona novella

Adesso che mi avvicino al centesimo titolo della collana “I Dialoghi”, penso a Martin Rees come a un profeta della buona novella. Fu lui, infatti, a dirmi – quando c’incontrammo la prima volta nel 2003 – che la collana era destinata a un sicuro successo e che in capo a 4-5 anni avrebbe toccato quota cento.


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Max Perutz, un Nobel sconosciuto!

Ho incontrato Max Perutz a Cambridge, dove lavorava, nel 1996. Rammento che quando chiesi alla centralinista dell’Università di Cambridge, se poteva avvisare Perutz del mio arrivo, lei mi rispose con aria serafica che non sapeva chi fosse.


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Michael Atiyah. "Premio Nobel per la Matematica"

Stante l’assenza di un Premio Nobel per la Matematica – ragione sulla quale mi sono spesso interrogato: forse la si considera troppo astratta e di scarso valore sociale? – quando ho scoperto che il Premio Abel era considerato, fra gli addetti ai lavori, il Nobel della Matematica, mi sono subito messo alla ricerca di un nome rappresentativo, da inserire nella collana “I Dialoghi”. 

Mi sembrava infatti giusto e doveroso rendere


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Mirko Drazen Grmek

Di Mirko ricordo innanzitutto il viso: largo, con gli zigomi sporgenti, sorridente. Un viso aperto: alla vita, alla gioia. Poi la piccola borsa a tracolla di stoffa, che portava sempre con sé, e nella quale infilava di tutto. La prima volta che c’incontrammo fu a Roma, nel mio ufficio. Io lo salutai in inglese e lui mi spiazzò con un italiano perfetto. Senza inflessioni. Mai un errore o un’esitazione.


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Noam Chomsky e gli Stati Uniti

La prima domanda che mi venne in mente di fargli, appena dopo esserci seduti, fu: “Ma lei perché, pur lavorando in una struttura governativa statunitense, critica così aspramente il modello degli Stati Uniti?” 

Forse, a pensarci bene, come inizio poteva sembrare un po’ aggressivo, ma lui mi rispose con un disinvolto sorriso: “In realtà non ne parlo male, mi limito a denunciare quei singoli aspetti del sistema americano che andrebbero


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Olivier Costa de Beauregard

Ho conosciuto Olivier Costa de Beauregard a Parigi, nel 1990. Aveva già una considerevole età, ma godeva di quella spettacolare lucidità che solo una mente sempre allenata riesce a mantenere. Si vedeva che era un tipo longevo. Infatti è morto da poco, il 5 febbraio 2007, a novantacinque anni. 

All’epoca di quel nostro primo incontro, Parigi stava attraversando una splendida primavera: molto sole e temperature miti.


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Rita Levi Montalcini, il dialogo mancato

Credo che Rita Levi Montalcini sia tra le poche persone con le quali ho costruito e consolidato un rapporto di stima reciproca, proprio come con qualsiasi altro autore della collana “I Dialoghi”, pur senza essere riuscito a coinvolgerla nel progetto editoriale. Il nostro primo incontro – rammento di averla “inseguita” a lungo – avvenne per intercessione di Alfonso Maria Liquori, mio ex-insegnante di Chimica Fisica all’università e intimo amico della Montalcini.


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Roald Hoffmann e i suoi interrogativi

Incontrare uno scienziato che si pone interrogativi di ordine epistemologico sul senso della propria disciplina è cosa rara e quanto mai preziosa. Roald Hoffmann è uno di questi. E per me, che come Roald sono un chimico, è stata una vera sospresa constatare la comunanza di taluni interrogativi condivisi.


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L'incontro con Giuliano Toraldo di Francia

Ho “conosciuto” Giuliano Toraldo di Francia quando ero ancora uno studente universitario. È stata, in verità, una conoscenza indiretta: un amico, più avanti di me negli studi e dunque più esperto di me, mi aveva suggerito il manuale di fisica di Toraldo di Francia come testo base e di approfondimento, da affiancare a quelli indicati in programma. 

Mai consiglio fu più azzeccato.


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